incesto
“La Zia e il Lettone – Gravidanza di Fuoco”
Angel1965
10.08.2025 |
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"»
Mi misi sopra di lei, il mio cazzo che affondava nella sua fica lentamente, mentre le baciavo il collo..."
versione completa con epilogo)Ci lasciammo con la promessa di rivederci presto, ma a casa, non più in cantina.
«Non voglio più freddo e polvere, Angelo… la prossima volta, sul lettone grande,» mi aveva detto Thaise, con quel sorrisetto che mi faceva impazzire.
E così fu. Nei giorni seguenti trovai ogni scusa per passare da lei. Appena la porta si chiudeva, mi prendeva per mano e mi trascinava in camera.
«Vieni, zio… fammi urlare.»
Sul letto la prendevo in tutti i modi. La sua fica calda e bagnata si stringeva attorno al mio cazzo come se non volesse lasciarlo andare. A volte la giravo di colpo, afferrando il suo culo e spingendo fino a farla gemere forte.
«Immagina lo zio che ti vede così…» le sussurravo.
«Non gliel’ho mai dato lì…» ansimava lei.
«Allora sei proprio una zia puttana,» le dicevo, colpendola piano ma profondo.
⸻
Primo mese – Voleva sesso ogni giorno. Spesso mi aspettava già nuda, sdraiata sul letto con le gambe aperte.
«Vieni qui… voglio sentirlo dentro subito.»
E io non mi facevo pregare: infilavo il cazzo nella sua fica già pronta e la prendevo finché non urlava il mio nome.
Secondo mese – Una volta salì lei sopra di me, muovendosi lentamente.
«Ti piace, zio? Vuoi che lo sappia tua nipote?»
«E se glielo facessi vedere?»
Lei arrossì, ma aumentò il ritmo, piegandosi su di me e baciandomi mentre le mie mani le stringevano il culo.
Terzo mese – Mentre la prendevo da dietro, si voltò.
«Sai che a mio cognato non ho mai fatto neppure un pompino?»
«E invece a me lo fai, e bene.»
Si inginocchiò, prese il mio cazzo in bocca e lo succhiò con una fame che mi fece quasi perdere il controllo.
Quarto mese – La trovai in cucina, mi prese per mano e mi portò in camera.
«Oggi ti voglio nel culo.»
La presi piano, le mani sui fianchi, mentre lei gemeva e stringeva il cuscino.
Quinto mese – Il pancino iniziava a vedersi.
«Col pancione sarai ancora più bella da scopare,» le dissi.
Lei sorrise e si sdraiò: «Allora fallo ora.»
Sesto mese – Si inginocchiò davanti a me, le mani sul ventre.
«Non smetterò mai di volerti, Angelo.»
Mi prese il cazzo in bocca, guardandomi negli occhi mentre lo succhiava con lentezza.
Settimo mese – Sul divano, la presi da dietro, il pancione che sfiorava i cuscini.
«Sei mia, zia puttana,» le sussurrai.
«Sempre,» rispose, spingendo il culo contro di me.
Ottavo mese – Le contrazioni finte iniziavano, ma lei non rinunciava.
«Scopami piano… voglio sentire ogni centimetro.»
Mi misi sopra di lei, il mio cazzo che affondava nella sua fica lentamente, mentre le baciavo il collo.
Nono mese – Il giorno del parto – Quella mattina mi prese da dietro, piano, il respiro corto.
«Angelo… credo che stia per arrivare il momento.»
La presi comunque, lentamente, baciandola sulla schiena.
«Chissà se nascerà con gli occhi miei,» dissi sorridendo.
Poche ore dopo, in ospedale, stringeva la mia mano mentre partoriva. Io pensavo a tutti quei mesi, alla sua fica calda, al suo culo stretto, ai gemiti che avevo sentito quasi ogni giorno.
Quando il bambino nacque, lei mi guardò stanca e felice.
«Ce l’abbiamo fatta, zio.»
Sorrisi, sapendo che quella nostra storia, in un modo o nell’altro, non sarebbe finita lì.
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Epilogo – Dopo il parto
Passarono poche settimane. Una sera, mentre Nicole era fuori, ricevetti un messaggio da Thaise:
“Vieni. Ho bisogno di te.”
Quando arrivai, lei era in camera, in vestaglia. Il suo corpo non era più quello di prima, ma aveva una bellezza nuova, più matura, più vera.
«Mi è mancato il tuo cazzo, Angelo,» sussurrò, avvicinandosi.
La presi tra le braccia e la spinsi sul letto. La sua fica era di nuovo calda e accogliente, e i suoi gemiti avevano un’intensità che non avevo mai sentito prima.
«Ora sei mia per sempre,» le dissi, muovendomi dentro di lei.
«Sempre,» rispose, stringendomi con le gambe e lasciandosi andare come se quei nove mesi fossero stati solo un preludio.
Quella notte capii che tra me e Thaise non c’era stato solo sesso: c’era un legame sporco, segreto e irresistibile… e non avevo alcuna intenzione di spezzarlo.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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